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Architettura Italiana in Rodi.   1912 - 1943

 

Nel 1912 le troppe italiane occuparono l'isola e anche tutte le altre isole del Dodecaneso e stabilirono una colonia italiana conosciuta come " Isole italiane del Mare Egeo" nel 1923.
Mussolini iniziò un programma d'italianizzazione, con la speranza di stabilire Rodi come un centro di trasporti moderni, che potesse servire come punto nevralgico per la propagazione della cultura italiana in oriente.

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Banca della Grecia.
Tribunale.

 

I nuovi edifici italiani mostrano lo spirito della pubblica amministrazione, e danno il via a un nuovo punto di riferimento per il paesaggio urbano. Tutti questi edifici pubblici sono un esempio della politica colonialista e sono strettamente collegati alla presenza di due generali, entrambi molto attivi sennonché dimetricamente opposti nelle loro scelte architettoniche, Mario Lago (1924-1936) e Cesare Maria De Vecchi (1936-1943).

La chiesa di San Francesco, Architettura Italiana in Rodi GreciaZoom La chiesa di San Francesco, Isola di Rodi Architettura ItalianaZoom
La chiesa di San Francesco.

 

Durante gli anni dell'occupazione, gli italiani avendo a disposizione quasi senza pagarla tutta la manodopera, svilupparono un esteso programma di restauri.

Le mura fortificate furono preservate e consolidate in tutta la loro lunghezza.

Preservarono anche tutto quello che era rimasto dal periodo dei Cavalieri e distrussero tutti gli edifici Ottomani. Ricostruirono il Palazzo dei Grandi Maestri, l'Ospedale dei Cavalieri, il monastero di Filerimos e rimossero tutte le aggiunte ottomane dai monumenti ecclesiastici in città.

Edificio Amministrativo, Architettura Italiana in Rodi GreciaZoom Monastero di Filerimos, Isola di Rodi Architettura ItalianaZoom
Edificio Amministrativo.
Monastero di Filerimos.

 

I metodi di restauro più utilizzati sono oggi molto criticati. Anche se furono imposti dalle circostanze politiche in corso, tanti monumenti si sono salvati grazie a questi restauri, se no, non sarebbero sopravissuti fino ad oggi.

 

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